Una mappa dell’orizzonte per scoprire il parco delle Ninfe e delle Muse a Colbordolo

Se foste un uccello e poteste salire sulla cima del campanile della chiesa di Colbordolo potreste affacciarvi su un panorama senza fine: a sinistra la Romagna con i suoi monti che raccolgono i limiti del Montefeltro, il Monte Titano e poi giù giù fino alla costa con lo sguardo che si spinge fino a Cesenatico e poi raccoglie le acque dei fiumi e torrenti che attraversano Rimini, Riccione, Cattolica, Gabicce, l’erta improvvisa del San Bartolo e poi la foce del fiume Foglia con Pesaro fino all’inizio dell’Ardizio nascosto dal Crinale di Villa Fastiggi.

E poi su su risalendo la valle del Foglia e poi quella del torrente Apsa spostandovi lungo le colline che incontrano Sant’Angelo in Lizzola, Coldelce, Petriano e che prima di incontrare il Monte di Colbordolo mostrano da lontano le cime più lontane e innevate fino a primavera del Monte Catria. 

No, non avete le ali di un uccello ma questi panorami, il gioco del vuoto e del pieno di campi coltivati e di raccolti, di paesini sparsi sulle morbide colline che circondano le valli operose e frettolose potete goderli allo stesso modo, semplicemente affacciandovi a destra e sinistra di questa terrazza che parte poco fuori dell’edificio del centro Giovanni Santi di Colbordolo e prosegue fino al lati della navata della Chiesa San Giovanni Battista permettendovi di ricostruire, punto dopo punto, il paesaggio che vi abbiamo descritto e chi vi mostriamo con l’installazione realizzata con il prezioso aiuto di Mario Santini.

Fotografatevi i due lati di questa installazione e poi collimatela sull’orizzonte con il vostro telefono: ritroverete nomi e luoghi sotto la diversa luce del giorno e il cambiamento della stagione. Il lato che guarda la Romagna fino a Pesaro potete confrontarlo con il paesaggio sul lato sinistro della chiesa, il lato che guarda la valle da Pesaro su fino al Montefeltro lo potete confrontare con il paesaggio che si ammira dal fianco destro della chiesa oltre le case di Via Roma.

Un terzo lato di questo immaginario triangolo potete regalarvelo dal castello di Colbordolo con il pannello che vi stiamo preparando e che vi aiuterà a conoscere tutto l’orizzonte del Parco delle Muse e delle Ninfe.

Scoprite le altre tappe del Parco Delle Muse e delle Ninfe partendo da questa pagina di Almaloci.

Parco delle Muse e delle Ninfe: itinerari nelle terre di Vallefoglia

Esistono modi diversi di guardare un territorio e sicuramente l’immaginazione è imprescindibile per tutti: anche per il geografo, il naturalista, lo storico, il geometra, il poeta, l’antropologo o l’artista.

Il Parco delle Muse e delle Ninfe è un progetto di lettura del territorio, un filtro attraverso cui guardare il paesaggio, cercando  di combinare diversi sguardi, legandoli stretti col filo della immaginazione e della poesia. Non con la fantasia, ma partendo  dalle tracce lasciate dai tanti personaggi e dalle numerose vicende delle terre di Vallefoglia, che creano  continui rimandi tra un luogo e l’altro. 

A causa della trasformazione del territorio, oggi non siamo in grado di leggere l’ antica armonia, ma essa è rintracciabile in numerosi temi che permettono ogni volta percorsi nuovi, anche attraversando gli stessi luoghi.

Il baricentro del Parco  sposta l’attenzione dai due principali centri di Pesaro e Urbino all’area di  Vallefoglia  e si espande verso i due estremi della provincia. 

Il tema dominante che rende possibile far risuonare l’intera vallata  della sua antica unità è quello delle Muse e delle Ninfe. Le ritroviamo a Pesaro, a Sant’Angelo in Lizzola, a Urbino. Sono muse o ninfe a seconda del contesto culturale. Ma guardando Vallefoglia con i loro occhi è possibile raccontare di terre in cui le attività di umana sapienza, l’ arte, la poesia  e la natura hanno trovato un equilibrio ancora oggi percepibile, persino nei luoghi devastati dalla guerra o trasformati dal progresso. 

Le rintracciamo dunque  nell’arte e nella poesia ma egualmente nella natura:   il paesaggio e l’acqua  sono stati per questo individuati come ulteriori temi in cui le Ninfe e Muse vivono e si manifestano, permettendo un confronto con chi il paesaggio lo ha osservato e “ritratto” in passato: Mingucci e Liverani. 

Sono temi  dominanti in tutto il territorio ma anche destinati a  lasciar spazio a molti altri. 

Come l’andamento del nastro della musa Clio, la Musa della Storia, di Giovanni Santi , seguiamo il movimento del fiume Foglia e le tracce dell’acqua (in cui le Ninfe vivono), per comprendere come la storia della valle del Foglia muti sì il suo corso e il suo paesaggio, ma trascini con sé riferimenti culturali immortali.

A destra: La musa Clio, la musa della storia, dipinta da Giovanni Santi intorno al 1485-90, sta in piedi davanti ad una roccia; è legata alla natura. Nella versione poi collocata nel Tempietto delle Muse nel Palazzo Ducale di Urbino ( e oggi a Palazzo Corsini a Firenze) ha perso il nastro svolazzante, presente invece nella versione a disegno. A sininstra: Versione a penna oggi a Londra (Royal Collection). Abbiamo immaginato che il movimento del nastro della Musa fosse come quello del fiume che attraversa la valle del Foglia e unisce cultura e natura, storia e leggende.

Partite da questa pagina per scoprire i luoghi e gli itinerari.

Walkscape Brindisi. Dove la terra finisce e il mare comincia

Qui…dove la terra finisce e il mare comincia. Un verso dei Lusitani del poeta Luis Vas De Camoes, dedicato a Cabo de Roca, il punto più a ovest del continente europeo. Il nostro walkscape riprende il verso e ne ribalta la prospettiva, per sottolineare il ruolo di cerniera tra Est ed Ovest della città dell’Adriatico, per secoli uno dei punti più a est della civiltà europea. Scopri il Walkscape sabato 22 dicembre: la partecipazione è gratuita. Il Walkscape accende le Luci di Brindisi nel cartellone della Città a Natale del Comune di Brindisi, organizzato dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi.

Sin ai tempi più antichi Brindisi è stata la tappa finale di un viaggio che proseguiva via mare per giungere in Grecia o nel lontano Oriente. Nel Walkscape scopriamo i luoghi dei viaggi, degli arrivi e delle partenze di turisti, commercianti, imprenditori e grandi personaggi della storia che per uno strano caso sono passati dalla  città. Segui il Walkscape su Almaloci. Leggi tutto “Walkscape Brindisi. Dove la terra finisce e il mare comincia”

Ridisegnando la mappa dei luoghi. Brindisi, Porto di Pace

 

Ci sono luoghi della nostra città che attraversiamo tutti i giorni o su cui spesso ci soffermiamo ad esaltarne la bellezza, ma sempre a una certa distanza, come se quei luoghi esistessero solo in cartolina. Invece le strade delle città, le pietre, le epigrafi, i panorami riprendono vita percorrendole. E se le interroghiamo con curiosità rivelano ricordi personali che hanno solo bisogno di un piccolo stimolo, di un’occasione condivisa per ritornare a galla, per riconnettersi con la storia di altri cittadini e con la storia della nostra nazione e dell’intera Europa.

Il Walkscape “Brindisi Porto di Pace”, non una visita guidata ai monumenti della città, ma un percorso in 5 tappe per conoscere e raccontare momenti e temi della storia, ha aperto la mattina di sabato 8 dicembre le attività del Comune di Brindisi per il Natale nel cartellone organizzato dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi. Riguarda il Walkscape qui!

Il Walkscape “Brindisi, Porto di Pace” era stato sperimentato con gli alunni in occasione del progetto Museo per tutti, curato da Giovanna Bozzi e promosso dal Liceo Artistico “E.Simone” di Brindisi con ANISA ed ETRA nel marzo del 2016.

Ritrovarsi in piazza Santa Teresa a verificare le trasformazioni avvenute nell’ultimo secolo, a parlare dei miti di fondazione della città e ricordare le commoventi lettere di Cicerone ai suoi familiari mentre era in fuga da Roma non è “roba da prof” o da antiquari: se siamo interessati alla storia è perché  vogliamo contribuire a svelare le dinamiche del presente, in particolare quelle nascoste nei luoghi e raccontate dalle pietre, dai materiali, dalle piccole cose che tralasciamo nella fretta di tutti i giorni.  I partecipanti al Walkscape dell’8 dicembre hanno incominciato a delineare un’anima della città che ci proponiamo di accrescere e restituire ai cittadini: guarda cosa dicono nel nostro video!

Il prossimo appuntamento è il 22 dicembre con il tema dei viaggi. Il Walkscape “Brindisi. Dove la terra finisce e il mare comincia” inizierà dal piazzale della Stazione Ferroviaria alle ore 15,00. Vi aspetto! Per info chiamatemi al 3487288029

 

Brindisi, porto di pace

Brindisi ha disegnato la sua storia intorno al suo caratteristico porto naturale, dalla forma a testa di cervo, da cui deriva il nome stesso della città.

Il Walkscape non poteva che partire da lì, dal porto e dal suo lungomare: “Brindisi Porto di pace” è il titolo del walkscape che ripercorre in cinque tappe un aspetto inedito e da molti ignorato della vicenda di Brindisi. È una storia che percorre come un filo rosso tutta la storia della città dall’antichità fino ai nostri giorni che il turista o il cittadino distratto troppo preso dalla contemplazione del bellissimo panorama a volte non riesce a cogliere.

Chi percorre il Lungomare Regina Margherita, infatti, spesso non si sofferma a osservare e a leggere le tracce e i segni lasciati dal tempo, che ricordano la città come un luogo aperto all’accoglienza, un vero e proprio porto di pace per chi fuggiva dalle persecuzioni, dalla fame e dalla guerra.

Le tappe del percorso:
Piazza Santa Teresa
Via Pasquale Camassa
Piazzetta Colonne
Lungomare Regina Margherita all’altezza della Dogana
Giardini Vittorio Emanuele – Autorità portuale Leggi tutto “Brindisi, porto di pace”

Con gli occhi di Giulio Perticari, il paesaggio tra Pesaro e Sant’angelo in Lizzola

La famiglia Perticari viveva a Pesaro ma a Sant’Angelo in Lizzola aveva una residenza di campagna. Nella villa vi era un parco, ancora oggi fruibile, nel quale  Giulio Perticari con la moglie Costanza Monti, con Gioacchino Rossini ed altri  loro amici si intrattenevano recitando, suonando, leggendo e scrivendo. Leggi tutto “Con gli occhi di Giulio Perticari, il paesaggio tra Pesaro e Sant’angelo in Lizzola”

Piccoli borghi e paesi fantasma della Provincia di Pesaro e Urbino: i Conti Oliva e il Montefeltro

Nel percorso lungo i luoghi del territorio che videro attiva la dinastia degli Oliva si segnano solo le tappe di borghi scarsamemte abitati. Lo sparpagliato feudo che un tempo apparteneva ai conti Oliva, comprendeva comuni della Romagna e delle Alte Marche. E’ un viaggio a ritroso, alla scoperta di un territorio che fu teatro delle vicende di una stirpe di condottieri e mecenati.

Il walkscape è inserito in un progetto di ricerca, relativo ai paesi abbandonati o scarsamente abitati, nella provincia di Pesaro Urbino. Lo sparpagliato feudo che un tempo apparteneva ai conti Oliva, comprendeva comuni della Romagna e delle Alte Marche (Piagnano, Lupaiolo, Monastero, Pietracavola, San Sisto, Viano, Piandimeleto, Campo, Petrella Guidi, Antico, Soanne).

Il percorso riguarda alcuni borghi della provincia di Pesaro Urbino:  Piagnano di Sassocorvaro, originaria residenza castellare della famiglia Oliva, Monastero di Piandimeleto e l’abbazia di Santa Maria del Mutino, ove alcuni membri della casata furono abati commendatari per quasi un secolo e la cappella di famiglia nel convento di Montefiorentino a Frontino. E’ un viaggio a ritroso, alla scoperta di un territorio che fu teatro delle vicende di una stirpe di condottieri e mecenati.

Qui potete trovare tre viste a 360° di luoghi normalmente chiusi al pubblico o che acquistano nuovo interesse con una inquadrutura “sferica”.

L’interno della Chiesa

 

Vista dal Campanile

La Cappella dei Conti Oliva

Pesaro ai tempi di Rossini – il walkscape

Com’era Pesaro ai tempi di Rossini? A questa risposta possiamo rispondere facilmente perché in quell’arco di tempo, per periodi più o meno ravvicinati, Romolo Liverani, scenografo e vedutista di gran talento, ha disegnato Pesaro e il suo territorio con una certa sistematicità.

Si tratta di una documentazione preziosissima che, con spirito teatrale (connaturato alla nostra storia cittadina) ci mostra una Pesaro ormai scomparsa o solo in parte sopravvissuta. Tutto questo è naturalmente arricchito da altre documentazioni provenienti dagli archivi inesauribili della Biblioteca Oliveriana e da altre fonti.

Il walkscape inizia da questa pagina di Almaloci

 

Giro Girotondo al Tramonto a Pesaro: un walkscape a realtà aumentata

A Pesaro in un pur breve periodo dall’inizio estate si può godere del tramonto sul mare ed è stato segnalato un punto sul molo del porto. 

E’ una esperienza piacevole, ma diventa anche curiosa, se aiuta a vedere ciò che può si può raccontare anche aldilà dell’immediatamente visibile.

Un walkscape speciale pensato per i più pigri: un giro girotondo intorno a se stessi, nelle quattro direzioni per scoprire il paesaggio che va dal San Bartolo all’Ardizio e la storia degli eventi che hanno segnato le albe e i tramonti di questa parte del mare Adriatico e la città che vi si affaccia.

Il walkscape si giova di una ripresa a 360 gradi sui cui sono appuntate in mare, in terra, in cielo le immagini su cui impostare il nostro racconto nel tempo e nello spazio. 

Non abbiamo volutamente legato il walkscape ad una visione immersiva: persi dentro le immagine correreste il rischio di finire in mare. Meglio girare l’inquadratura sul vostro telefono e farla collimare con l’orizzonte e i punti cardinali. 

Per chi si vuole immergere nella vista della città e del molo all’alba e al tramonto ecco due immagini che potete osservare con una Cardoboard: scoprirete dove si alza e posa il sole alla fine del mese di Giugno in quel di Pesaro.

Alba a Pesaro

Tramonto a Pesaro

Concept: Roberto Vecchiarelli
Photo 360 e AR concept: Settimio Perlini
Immagini d’archivio: Biblioteca Oliveriana, Pesaro

Il walkscape è stato realizzato con il patrocinio dell’Assessorato alla Bellezza del Comune di Pesaro.

Partite da questa pagina per iniziare il walkscape sul vostro smarpthone o tablet vi ritroverete nel primo giro della serie e cliccando sulla numerazione progressiva accederete alle tappe successive.

tocca ‘l mur: un walkscape e soundwalk intorno e dentro al San Benedetto

L’ex ospedale psichiatrico San Benedetto rappresenta una risorsa di memorie e un potenziale recupero. Il walkscape ruota attorno alla sua storia, a quella dei suoi pazienti e alla presenza virtuale dell’esperienza manicomiale terminata con la legge Basaglia che celebra quest’anno il suo quarantesimo anno dall’attuazione.

Scopriamo attraverso immagini di repertorio concesse dalla Biblioteca Oliveriana e documentazione fotografica di Roberto Vecchiarelli quel che oggi non si può più vedere vista anche l’impraticabilità dell’edificio per ragioni di sicurezza.

Il viaggio virtuale consiste anche in una colonna sonora a cui potete accedere cliccando sull’immagine qui sotto: il Soundwalk è stato realizzato dal laboratorio LEMS del conservatorio G. Rossini di Pesaro – Thomas Spada. Utilizzate il pulsante “Listen in Browser“. E’ consigliato l’ascolto in cuffia.

Nobili Intersezioni a Fano: Nolfi, Torelli, Amiani, Marcolini, Gabuccini e la città

Nella Pinacoteca civica di Fano sono conservati, tra altre opere e reperti, i ritratti di alcuni nobili fanesi.

Da qui parte un percorso di immagini che lega luoghi antichi o frammenti incastonati in edifici trasformati dalla storia. Tutti insieme raccontano come la città si sia modificata grazie all’ingegno o alla generosità di famiglie per lo più estinte, ma ancora vive nella memoria di Fano.

I percorsi possibili sono tanti: le tappe sono segnate, ma la sequenza non è rigida: anzi, le relazioni sono tante e profonde, così che da ogni tappa è possibile iniziare o ripartire.

Potete percorrere il Walkscape da soli alla scoperta dei tanti tesori nascosti della città adriatica partendo da questa pagina.

Nella pagina vi offriamo tre scorci con immagini tridimensionali (navigabili anche con visori 360° tipo Cardboard) dei luoghi che vedono protagoniste le famiglie nobiliari fanesi e i loro legami con la città.

Leggi tutto “Nobili Intersezioni a Fano: Nolfi, Torelli, Amiani, Marcolini, Gabuccini e la città”

A Pesaro c’è musica e musica: il walskscape che va oltre Rossini

Pesaro è la città della musica e Rossini che vi ha trovato i natali identifica Pesaro in tutto il mondo.
la città però ha una vocazione molto più antica ed  anche molto diversificata: dalla musica antica a quella popolare, dalla lirica a quella contemporanea.
Dodici tappe per accennare a questi ambiti, per parlare di musica, di storie, e di grandi trasformazioni della città anche attraverso la musica. Potete iniziare il walkscape partendo da questa pagina di Almaloci.

Qui sotto potete scoprire tre sale del Conservatorio Rossini da visitare in modalità virtuale… sia facendo scorrere dita e mouse sullo schermo sia immergendovi nell’ambiente con un visore a 360° come Google Cardboard. (Foto di Settimio Perlini)

la Galleria degli uomini e donne illustri pesaresi (1763)
affrescata sia dal Lazzarini stesso che dai suoi allievi

Sala dei Marmi (1772) che racchiude un ciclo di affreschi raffiguranti la fondazione della città di Pesaro pagana e cristiana

La sala ambisonica nella sede del LEMS, laboratorio di musica elettronica. L’immagine 360 ha alcune anomalie di ripresa, sarà sostituita da una diversa ripresa di migliore qualità. Utilizzatela come una anteprima “immersiva”.

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La Biblioteca Oliveriana a Pesaro – Immagini a 360°

La biblioteca Oliveriana nasce con la donazione dei preziosi manoscritti, libri rari e pergamene nel 1756. A questa donazione seguono quella di Giovan Battista Passeri e di molti altri.

Da Palazzo Olivieri, la biblioteca e il museo vengono spostati nel 1892 dentro palazzo Almerici, dove si trovano attualmente .

Il circolo di intellettuali che si forma intorno alla bilbioteca porta a Pesaro personalità di spicco nel campo letterario, scientifico, filosofico e artistico.

Ancora oggi costituisce il nucleo non solo della storia della città, ma anche della viviacità culturale della ricerca storica da parte di specialisti e appassionati.

Questa scheda fa parte del Walkscape “Cultura e informazione a Pesaro dai primi tipografi e librai” a cui potete accedere cliccando qui.

Qui sopra una vista della sala centrale e più sotto tre immagini a 360° (visibili anche con Cardboard) della sala stessa e di una delle aule per la lettura e la conservazione e infine la grande scala di accesso che raccoglie una serie di bassorilievi. Leggi tutto “La Biblioteca Oliveriana a Pesaro – Immagini a 360°”

L’archivio di Stato a Pesaro – Immagini a 360°

L’archivio di Stato viene istituito nel 1955 e viene collocato nel moderno palazzo progettato dall’architetto Francioni nel 1978. E’ un luogo frequentato da chi necessita di consultare mappe, documenti d’archivio, non sempre semplici da leggere e utilizzare. I magazzini hanno il fascino delle altre biblioteche: sono pieni di carte piegate, arrotolate. Ma l’archivio costituisce una raccolta fondamentale per chi vuole orientarsi tra mappe e documenti che aiutino a collocare esattamente fatti e luoghi della storia di Pesaro.

Questa scheda fa parte del Walkscape “Cultura e informazione a Pesaro dai primi tipografi e librai” a cui potete tornare cliccando qui.

Qui vediamo una vista dell’interno e più sotto ancora due immagini navigabili a 360° anche con Visore apposito.

Leggi tutto “L’archivio di Stato a Pesaro – Immagini a 360°”

Sette Vicoli e Tre Piazze a Fermignano

L’11 novembre 1418 il consiglio del castello di Fermignano e delle Ville circostanti nel piano più alto della torre.

Il castello – con la strada maggiore, sette vicoli e tre piazzette prende forma. Il paese è fornito di Mura nelle quali si aprono due porte.

Il paese di Fermignano, sin dalla sua fondazione è stato sempre alle dipendenze di Urbino e solo nel1818 viene solennemente insediato il primo consiglio comunale di Fermignano. La città si sviluppa intorno al fiume Metauro, che segna tanta parte delle sue trasformazioni economiche.

Il walkscape “Sette Vicoli e Tre Piazze” è un modo per riscoprire le radici della storia e della tradizione di Fermignano leggendone i segni e le testimonianze ignote persino ai suoi cittadini: vecchie travi, strane porte, tracce di pietra e testimonianze di un’era industriale che si è rinnovata con altri prodotti fuori dal nucleo storico.

Una vista completamente nuova che si avvale della documentazione della Biblioteca Oliveriana, della testimonianza dei cittadini e di storici come Giulio Finocchi che hanno permesso a Etra, Antonella Micaletti e Emanuela Ivaldi di creare un racconto che può arricchirsi ad ogni percorso.

Leggi tutto “Sette Vicoli e Tre Piazze a Fermignano”

Una storia lunga un fiume: alla scoperta dei tesori di Montelabbate

Montelabbate sorge su un territorio fertile, che permette oggi una lettura molto interessante dello sviluppo del territorio da un punto di vista agricolo e industriale, e  testimonia momenti di storia e d’arte di grande rilievo.

Tale visione è frammentata e poco leggibile, perché il paese si  trova su una via di percorrenza di origine antica ma oggi così veloce da non permettere una lettura adeguata, privandolo negli anni della sua forte identità culturale.

I segni sono però ancora presenti ed è possibile legarli attraverso una o più storie, guardando con attenzione i particolari e intrecciando documenti e leggende. Il filo rosso è rappresentato dal fiume, poco visibile, ma vero humus del territorio.

Il Walscape parte dall’Abbadia di San Tommaso in foglia che rappresenta il luogo di fondazione di Montelabbate.

Oggi è non visibile dalla strada Montelabbatese che collega Pesaro e Urbino e dal piazzale antistante la vista si apre al grande centro commerciale dell’Apsella e al traffico di auto e camion: sembra marginale e isolata, ma una volta era un centro importante per la vita spirituale ed economica del territorio.  Intorno si trovano frammenti importanti un po accatastati della stratificazione del luogo ricco di storia e di leggende.

In epoca romana il luogo era percorso da una strada di collegamento tra la costa e le zone dell’interno, per esempio Pesaro e Urbino, prolungando il decumanus maximus della città. Una ipotesi è che in precedenza fosse sulla strada di un cammino dei Templari verso la Terra Santa.

Allora come oggi il confine tra le due diocesi era segnato dal torrente Apsa, che scorre appena sotto le mura dell’Abbadia.

Attorno al 980 venne costruito un monastero benedettino che seguivano la regola riformata di Cluny. I monaci vennero attratti dalla fertilità del terreno, dovuta alla confluenza del torrente Apsa, del fosso Apsella e del fiume Isaurus (il Foglia). Nel corso di alcuni secoli divenne un luogo ricco e potente grazie a do nazioni e agevolazioni e si ampliò fino ad attirare una comunità di persone che cercavano lavoro.

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Almaloci e il laboratorio di Giuliano Vangi per l’evento Virtual Vangi Tour

Come può la tecnologia aiutarci ad entrare nello spazio spesso inviolabile del laboratorio di un artista? È l’esperimento che abbiamo avuto compiere con la visita agli spazi di lavoro di Pietrasanta dello scultore Giuliano Vangi che divide la sua attività di studio e creazione con Pesaro, dove risiede da tempo.

Pietrasanta è sull’altro lato dell’Appennino rispetto alla città dell’Adriatico e per l’artista, nato a Barberino del Mugello circa 85 anni fa, rappresenta lo spazio in cui vengono alla luce, nella dimensione finale le opere studiate, pensate, disegnate, abbozzate nella creta a Pesaro e poi finalmente fuse nel metallo o tagliate nella pietra e nel marmo.

Giuliano Vangi con affabile disponibilità, durante una mattinata di lavoro attorno ad un progetto speciale che dedicherà a Pesaro e che NON vedrete ritratto nella nostra documentazione, ci ha lasciato riprendere alcune delle opere e dei bozzetti che sono custoditi momentaneamente a Pietrasanta in attesa di essere esposte in tutto il mondo proprio come accade in questo momento per le sue personali in Germania e a Fano.

Le opere di Vangi sono da toccare, accarezzare, far risuonare con un tocco delle nocchie, sono da esplorare fuori e dentro e, con alcuni dei nostri scatti a 360 gradi, abbiamo voluto entrare all’interno di essere e offrirne una prospettiva inedita.

Ma a Pietrasanta non è interessante soltanto la fruizione di questa mostra temporanea sempre in divenire ma pure la gestione dello spazio che, basandosi su un ampio capannone industriale con un possente carro ponte ed un soppalco con un ampio studio, permette di cogliere i rapporti assoluti tra l’opera, il vuoto, il suo casuale vicino e gli attrezzi del mestiere che servono non solo a ritoccare le bozze ma anche a mettere in sicurezza le opere che tornano dalle esposizioni esterne.

virtualvangitour copia

Dal nostro tour abbiamo ricavato una serie di viste sferiche  che combinate a normali foto d’insieme e di dettaglio e alle riproduzioni di alcuni disegni preparatori sono diventati un piccolo video che compie un viaggio virtuale nello spazio dell’artista, nella luce che taglia dal verticale all’orizzontale il pavimento in cemento e le sculture monolitiche o distese, nella vista del monte Altissimo che riporta sui sentieri di Michelangelo, nelle tante tappe che l’elaborazione di un opera porta con se.

Gli scatti a 360°  sono diventati anche un percorso multiangolo da seguire con iPad e con uno smartphone montato su Google CardBoard per entrare, seppure virtualmente, nello studio dell’autore.

Su queste elaborazioni abbiamo basato l’evento realizzato da Etra, Antonella Micaletti e Cristina Zangheri con la grande collaborazione di Alberto Pancrazi ed Elio Giuliani che ci hanno permesso di far colloquiare con il Maestro Vangi, attraverso tecnologie per lui insolite, il pubblico presente alla Chiesa della Maddalena.

Passi di Terra Cotta a Urbania: un Walkscape per scoprire Ceramica, Materiali e città

La tradizione ceramica a Urbania è antica e famosa in tutto il mondo. Camminando e osservando con attenzione si possono scoprire angoli, elementi, tracce della sua presenza nella  piccola cittadina che mantiene questa tradizione molto viva, sapendola anche rinnovare. Camminare per osservare, copiare, fotografare, disegnare e prelevare la ceramica a Urbania. Che è dappertutto: la ceramica d’arte e la ceramica d’uso. Tutto racconta di oggetti e luoghi in cui c’è della terra cotta.

Il progetto Passi di Terra Cotta parte dalla scuola elementare di Urbania coinvlgendo le classi quinta A e quinta B Elementare e la maestra Maria Grazia Cenciarini con l’organizzazione  del Comune di Urbania – Assessorato Alla cultura e al Turismo.

Il progetto di Antonella Micaletti dell’associazione “etra.entra nell’arte” è stato realizzato In collaborazione con la Biblioteca e il museo di Storia dell’Agricoltura e Artigianato. Un particolare ringraziamento va ad Orazio Bindella.

Urbania Passi Cotti Ceramica

Questo è il primo progetto concepito, realizzato e portato a termine per essere ospitato nella piattaforma Almaloci insieme agli altri Walkscape realizzati negli scorsi mesi da etra.entra nell’arte.

Il progetto integra le tecniche di insegnamento tradizionali con quelle digitali per riscoprire concretamente il territorio, conoscerlo e promuoverlo attraverso tecnologie innovative che possano legare Walkscape, Mappe Mentali e Mappe Digitali.

Passi Cotti e la Mappa Mentale sulla visita alla mostra di Massimo Dolcini
Passi di Terra Cotta e parte della Mappa Mentale – Walkscape sulla visita alla mostra di Massimo Dolcini

I ragazzi hanno utilizzato sia la raccolta diretta dei reperti in loco che la loro classificazione, hanno utilizzato strumenti digitali per raccogliere testimonianze ed elaborare i dati. Qui sotto una galleria di immagini e un video che raccoglie momenti significativi dell’esperienza.

Per capire come i ragazzi delle Quinte elementari sono riusciti a riappropriarsi di una storia che è parte dei luoghi in cui vivono, del lavoro dei propri concittadini di ieri e di oggi, delle eccellenze che Urbania propone ai visitatori, ai cultori dell’arte della ceramica partite da questa pagina e potrete seguire da soli, tappa dopo tappa, il Walkscape in questa speciale Alma Loci.

Almaloci ed etra.entra nell’arte sono a disposizione di scuole e istituzioni per integrare la creatività di Animatori Digitali, Insegnanti, Scrittori e associazioni nella promozione del territorio attraverso il mix di tradizione e innovazione della piattaforma digitale e della conoscenza attraverso i Walkscape.

Dai WalkScape alle Mappe mentali e digitali per un percorso di conoscenza

Il progetto Almaloci  nasce da una constatazione: il patrimonio culturale non è un dato da apprendere, ma un contenuto da contestualizzare e rielaborare.

A partire da contenuti scientifici realizzati da un team di esperti, le mappe mentali evidenziano prospettive inedite di osservazione e studio, che si possono incrementare attraverso contributi di conoscenze e competenze diverse: quelle dello storico, del biologo, dello scrittore, dell ingegnere o del musicista, perché tante sono le letture possibili. Il dato storico si intreccia all’immaginazione. Una lettura trasversale prende il posto di una narrazione in ordine temporale e ogni tappa di un percorso racconta le stratificazioni di un territorio.

I contenuti si costruiscono insieme con la comunità, locale e non solo, nei corsi e progetti di associazioni come Etra, nelle iniziative di scuole e istituzioni.

A scuola contenuti possono essere costruiti dagli studenti, con il controllo dei docenti, all’interno di un’ attività didattica che prevede percorsi multidisciplinari e di relazione scuola-lavoro.

Da dove iniziare? Dalla nostra esperienza diretta: i walkscape di Etra nell’arte e il progetto Almaloci propongono una lettura del territorio come palinsesto, da scrivere e riscrivere.

Ma cos’è un Walkscape?

Camminare (walk) e Osservare il territorio (landscape) sono due momenti fondamentali di un nuovo modo di fare valorizzazione del territorio per un turismo culturale.

Soprattutto è sempre più importante valorizzare aree inedite al pubblico curioso: e non solo piccoli borghi, ma anche aree industriali e paesaggi contemporanei. Ogni paesaggio ha storie da raccontare (Storytelling).

Il viaggiatore è cambiato e il territorio va scoperto attraverso percorsi diversi:

– Non più solo attraverso macro elementi – chiese e monumenti – ma pietre, fili d’erba, suoni o odori che si sovrappongono e convivono nel corso del tempo;

– Non più solo attraverso percorsi lineari – in ordine storico, enogastronomico, artistico – ma sedimentando elementi diversi che raccontino un territorio, non come elementi di intrattenimento, ma tracce di cultura;

– Non solo percorsi precostituiti e offerti al curioso, ma itinerari suggeriti attraverso tappe, che possono essere reinventati e pure arricchiti da suggerimenti e punti di vista dello stesso.

I walkscape già realizzati li trovi su Almaloci ma c’è spazio per tanto altro sul sito che debutta pubblicamente il 4 Giugno 2016 con tante possibilità per crescere.

Facci conoscere le tue osservazioni inviandoci una mail oppure condividendo sul nostro profilo Facebook le tue foto, disegni, brevi frasi o altro ed essi costruiranno nuovi percorsi.

Walkscape Sentiero Santacroce

Il Walkscape si muove tra Storia e Archeologia per inoltrarsi in una parte del paesaggio ancora incontaminato delle colline pesaresi.

Si parte dai Fondi Servici e Molaroni, fondi di grande interesse archeologico in cui sono stati ritrovati insediamenti Piceni, compresa la necropoli conservata oggi presso il Museo Oliveriano di Pesaro. La posizione degli insediamenti racconta molto della economia, dei commerci e quindi dei rapporti intessuti nel territorio da quella popolazione.

Si passa a Villa Servici, un esempio della trasformazione delle case rurali che nel corso del settecento e poi ancor più nell’800 divengono  case della borghesia terriera. A Villa Servici questo è ben visibile. Il romanzo di Clarice Tartufari racconta in modo avvincente, dal punto di vista di una bambina, lo stile di vita di due classi sociali.

La parte naturalistica prosegue in un piccolo tratto di selva intatta, che presenta una grande varietà di flora e fauna, vicina ma non eguale a quella della ancor più antica area di san Nicola.

Si prosegue poi per la lunga strada bianca che gira sotto i fondi Servici e Molaroni e alla Villa Servici rende ben visibili i pozzetti dell’antico Acquedotto Romano, che portava l’acqua da Novilara a tutta la città.

La tappa finale è Novilara: da Baldassarre Castiglione a Michele Provinciali, Novilara racconta di eccellenze culturali e di eventi storici di grande rilievo. Oggi il Centro di Documentazione Archeologica è il prezioso laboratorio di restauro dei reperti raccolti nel corso dei numerosi scavi. Lo spazio è stato allestito secondo un progetto curatoriale che mette insieme reperti antichi e contemporanei quali testimonianze di storie del territorio: è stato chiamato Laboratorio delle Colline.

Per conoscere tutte le tappe e visualizzare tutta la documentazione che vi sarà utile per seguire il Walkscape partite da questa pagina.